Non si fa altro che parlare di efficienza energetica, di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale, le caldaie a condensazione si inseriscono perfettamente in questo panorama, rappresentando  la soluzione tecnologica più avanzata per il riscaldamento domestico. A differenza delle caldaie tradizionali, questi dispositivi rivoluzionari recuperano il calore latente normalmente disperso nei fumi di combustione, raggiungendo rendimenti sorprendenti superiori al 100% del potere calorifico del combustibile. Ma cosa significa concretamente? Significa risparmiare fino al 30% sui consumi energetici, con un risparmio annuale che può raggiungere i 300 euro sulla bolletta del gas. Un investimento che si ripaga rapidamente, soprattutto considerando le attuali detrazioni fiscali che permettono di ammortizzare la spesa in soli 4-5 anni. In questo articolo vogliamo darvi una guida delle migliori marche di caldaie in circolazione.

Quali sono le migliori marche di caldaie a condensazione?

Caldaie Vaillant

Fondata nel 1874 in Germania, Vaillant è un’azienda leader nel settore del riscaldamento, nota per la produzione di caldaie a condensazione murali e a basamento, impianti solari termici, pompe di calore e altri sistemi energetici. Con oltre 140 anni di esperienza, Vaillant offre prodotti caratterizzati da alta efficienza energetica e tecnologie all’avanguardia.

Modello consigliato: Vaillant EcoTEC Plus VMW

Questa caldaia a condensazione è apprezzata per la sua efficienza energetica (classe A+), il controllo da remoto tramite smartphone o tablet e l’interfaccia touch screen intuitiva. È disponibile con alimentazione a metano o GPL.

Recensioni degli utenti

Scritta da gg080450 su Trovaprezzi

“Vaillant è il top. consiglio a tutti per la durata che hanno ma soprettutto necessitano di poca manutenzione”.

Scritta da Utente Feedaty su Trovaprezzi

Ho sostituito la mia caldaia Vaillant dopo ben 28 anni (no, dico, ventotto anni!) di onorato servizio. Non credo si possa trovare di meglio in giro.”

Caldaie Viessmann

Viessmann, fondata nel 1917 in Germania, è un produttore internazionale di sistemi di riscaldamento. L’azienda offre una vasta gamma di prodotti, tra cui caldaie a condensazione, impianti solari termici, pompe di calore e sistemi di ventilazione, distinguendosi per l’innovazione tecnologica e l’attenzione alla sostenibilità ambientale.

Modello consigliato: Viessmann Vitodens 100-W

La Viessmann Vitodens 100-W è considerata una delle caldaie murali a condensazione più affidabili e performanti sul mercato. Con una potenza modulabile da 3,2 a 32 kW e dimensioni compatte (360 x 400 x 700 mm), si adatta perfettamente sia a nuove installazioni che alla sostituzione di impianti datati, offrendo flessibilità e semplicità d’integrazione. Tra i suoi punti di forza spiccano l’efficienza energetica di classe A+, raggiungibile tramite l’uso dei telecomandi ambiente Vitotrol, e la gestione da remoto attraverso l’app ViCare, che consente un controllo smart e intuitivo dell’impianto.

Recensioni degli utenti

Scritta da Margherita su Trust Pilot

“Abbiamo sostituito la vecchia caldaia della casa con la caldaia a condensazione compatta di questa azienda. La caldaia può essere aggiornata nel corso degli anni.

Il servizio è stato puntuale e professionale. Non abbiamo avuto nessun tipo di problema. Il servizio Checkup energetico ci ha permesso di scegliere il modello più adatto alla nostra realtà. La caldaia è davvero di ridotte dimensioni e siamo riusciti ad inserirla in uno spazio ridotto nel corridoio, nascondendola direttamente alla vista.”

Scritta da Donatello Cingolani su Trust Pilot

“Problema ad una caldaia Vitodens 200-w dopo 2 anni dall’acquisto . Problema risolto con tempismo da un partner di Viessmann con nostra soddisfazione.”

Caldaie Immergas

Immergas è un’azienda italiana fondata nel 1964 a Brescello, in Emilia Romagna. Specializzata nella progettazione e produzione di sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione, offre una vasta gamma di caldaie a condensazione, sistemi ibridi e soluzioni basate su energie rinnovabili. ​

Modello consigliato: Immergas Victrix Tera

Disponibile nelle versioni da 24 kW e 28 kW, questa caldaia murale a condensazione è progettata per offrire alta efficienza energetica e facilità d’uso. Può essere installata sia all’interno che all’esterno in luoghi parzialmente protetti, grazie al sistema antigelo di serie. ​

Recensioni degli utenti

Scritta da Lucia Corti su Trust Pilot

“Immergas è veramente un’ottima caldaia. installata da molti anni, sempre fatta manutenzione con il centro assistenza autorizzato di Firenze: Future Service – ieri ho avuto un piccolo problema e loro sono venuti anche se era domenica mattina, risolvendo tutto e lasciando il pezzo cambiato a me.

Avendo l’estensione di garanzia non ho pagato niente. Per me il top.”

Baxi

Baxi, nata a Bassano del Grappa nel 1924 come Smalteria e Metallurgica Veneta, è oggi parte della multinazionale olandese BDR Thermea. L’azienda è uno dei principali produttori mondiali di caldaie a condensazione, note per l’affidabilità e l’innovazione tecnologica. ​

Modello consigliato: Baxi Duo-tec Compact E

Questa caldaia a gas a condensazione è progettata per rispettare le direttive Ecodesign e Labelling, rendendola adatta sia per nuove costruzioni che per la sostituzione di vecchi generatori. Offre un pannello comandi digitale, efficienza energetica elevata e possibilità di installazione all’esterno. 

Recensioni degli utenti 

Scritta da Elena Bozza su Trust Pilot

​”La mia Baxi ha 20 anni e non sente il passare del tempo. Certo è che ha sempre ricevuto manutenzioni regolari, però questa signora caldaia continua a fare un lavoro eccellente.”

Caldaie Beretta

Beretta è un marchio italiano con una lunga tradizione nel settore del riscaldamento domestico. Offre una gamma di caldaie a condensazione caratterizzate da efficienza energetica e design compatto, ideali per diverse esigenze abitative.​

Modello consigliato: Beretta Ciao Green

Questa caldaia a condensazione si distingue per la classificazione energetica A, sia per il riscaldamento che per la produzione di acqua calda sanitaria. Adatta automaticamente la potenza alle condizioni ambientali, evitando sprechi e garantendo comfort ottimale. ​

Recensioni degli utenti

Scritta da enrico.tomassetti65

“Ottimo prodotto entry level é la seconda caldaia che acquisto, la prima per casa dove abito è la seconda per quella al mare, consumi abbastanza contenuti nonostante l uso giornaliero”

Caldaie Ferroli

Ferroli è un’azienda italiana con una solida reputazione nella produzione di sistemi di riscaldamento. Offre caldaie a condensazione affidabili ed efficienti, adatte a diverse tipologie di abitazioni.​

Modello consigliato: Ferroli DIVAcondens D Plus

Questo modello economico ma affidabile ha una portata termica di 25 kW, produce acqua calda sanitaria e riscalda ambienti di medie dimensioni. Può essere installato sia all’interno che all’esterno in ambienti parzialmente protetti, grazie al sistema antigelo che ne consente il funzionamento fino a -5 gradi.

Recensioni degli utenti 

Scritta da Valeria Zanini su Trust Pilot 

“Ho installato una caldaia a condensazione Ferroli nel 2017. Lavora parecchio (siamo in cinque e l’abitazione è di circa 170 mq). Mai avuto un problema.”

Scritta da Peppe Lunetta su Trust Pilot

“La Ferroli è una delle aziende più serie nel campo sia del riscaldamento che del condizionamento , se c’è un problema su un prodotto di risolve in massimo 24 ore . Tutte le recensioni che ho letto fin adesso non sono imputabili alla Ferroli ma agli installatori o Cat presenti in varie zone della nostra penisola.

Io sono un Cat Ferroli da quasi 6 anni i problemi si risolvono , l azienda è molto presente non si tira indietro ed è molto disponilbile . I guasti presenti sulle caldaie Ferroli sono tutti acquisti fatti da internet senza esperienza di quello che si compra.

Consiglio a tutti i clienti prima di acquistare un prodotto contattate il Cat di zona per un consiglio sull’acquisto, o per un preventivo.

SALUTI”

Cosa considerare prima dell’acquisto

La scelta della caldaia non è una decisione da prendere alla leggera. Alcuni fattori cruciali da valutare includono:

  • Potenza adeguata alle dimensioni dell’abitazione
  • Compatibilità con impianti di riscaldamento a pavimento
  • Efficienza energetica e classe ErP
  • Funzionalità aggiuntive come connessione smart e controllo remoto
  • Predisposizione a future miscele di gas

Scegliere una caldaia a condensazione oggi significa risparmiare domani e non stiamo parlando solamente di termini economici, ma anche ambientali. Questi dispositivi riducono le emissioni di CO2 fino al 25%, contribuendo concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Scopri come far ripartire la caldaia in blocco con semplici passaggi per risolvere i problemi più comuni e ripristinare il funzionamento.

La soluzione rapida al problema

Se la caldaia è in blocco, puoi farla ripartire controllando la pressione dell’acqua, verificando il termostato e resettando l’impianto seguendo il manuale d’uso del produttore. In molti casi, questi semplici passaggi possono risolvere il problema senza necessità di un intervento tecnico.

Perché la caldaia entra in blocco?

Il blocco della caldaia può essere causato da diversi fattori, tra cui:

  • Pressione dell’acqua troppo bassa o troppo alta
  • Mancanza di gas o problemi con l’alimentazione elettrica
  • Termostato non funzionante o impostato in modo errato
  • Presenza di errori sul display della caldaia
  • Malfunzionamenti interni del bruciatore o della pompa

Comprendere la causa del problema è il primo passo per risolverlo in modo efficace.

Leggi anche un guida che abbiamo scritto sui segnali per riconoscere il guasto di una caldaia.

caldaia in blocco come farla ripartire
caldaia in blocco come farla ripartire

Come far ripartire la caldaia passo dopo passo

  1. Controlla la pressione dell’acqua

La pressione dell’acqua è fondamentale per il corretto funzionamento della caldaia. Segui questi passaggi:

  • Controlla il manometro della caldaia: deve essere compreso tra 1 e 2 bar.
  • Se la pressione è inferiore a 1 bar, apri il rubinetto di carico dell’acqua.
  • Attendi che la pressione raggiunga 1,5 bar e chiudi il rubinetto.
  • Riavvia la caldaia e verifica se il problema è risolto.
  1. Verifica eventuali errori sul display

Le moderne caldaie visualizzano codici di errore che aiutano a individuare la causa del malfunzionamento. Consulta il manuale del produttore per interpretare il codice e seguire le istruzioni per la risoluzione.

  1. Resetta la caldaia tramite il pulsante dedicato

In molti casi, premere il tasto “Reset” della caldaia può essere sufficiente per risolvere il problema. Dopo averlo premuto, attendi qualche minuto per verificare se la caldaia riprende a funzionare.

  1. Controlla il termostato ambiente

Se la caldaia non parte, potrebbe essere un problema legato al termostato:

  • Assicurati che sia impostato su una temperatura adeguata.
  • Controlla che le batterie (se presenti) siano cariche.
  • Verifica che il dispositivo non sia in modalità “economy” o “vacanza”.
  1. Verifica la fornitura di gas e corrente elettrica

Per garantire il corretto funzionamento della caldaia:

  • Accendi un fornello per verificare la presenza del gas.
  • Assicurati che il contatore del gas sia aperto.
  • Controlla che l’alimentazione elettrica della caldaia sia attiva.
  1. Contatta un tecnico specializzato se il problema persiste

Se dopo aver seguito tutti questi passaggi la caldaia non riparte, è consigliabile contattare un tecnico abilitato per un’ispezione più approfondita.

Errori più comuni e soluzioni

Ecco i codici di errore più frequenti:

Codice Errore: E01

  • Problema: mancanza di gas
  • Soluzione: controllare il contatore del gas

Codice Errore: E02

  • Problema: pressione insufficiente
  • Soluzione: aggiungere acqua alla caldaia

Codice Errore: E03

  • Problema: problema con la ventilazione
  • Soluzione: verificare lo scarico fumi

Cosa fare se la caldaia non riparte?

Se hai seguito tutti i passaggi e la caldaia continua a non funzionare, prova questi ultimi tentativi:

  • Spegni la caldaia per almeno 10 minuti e riaccendila.
  • Verifica la presenza di blocchi nei tubi di scarico.
  • Assicurati che la caldaia non sia in modalità “sicurezza”.

Se il problema persiste, chiama un tecnico qualificato per una diagnosi approfondita.

FAQ – Le domande frequenti sulla caldaia in blocco

Perché la caldaia va spesso in blocco?

Le cause principali sono la pressione dell’acqua errata, problemi di alimentazione del gas o accumulo di calcare nel sistema.

Come resettare una caldaia se il pulsante non funziona?

Se il pulsante di reset non risponde, prova a spegnere la caldaia, scollegarla dalla corrente e riaccenderla dopo qualche minuto.

Quando chiamare un tecnico?

Se il blocco si ripete frequentemente o se si verificano fughe di gas o anomalie elettriche, è necessario l’intervento di un professionista.

Cosa fare se la caldaia emette rumori strani?

I rumori anomali possono essere causati da un accumulo di aria nel sistema o da un accumulo di calcare. In questi casi, è consigliato sfiatare i radiatori o chiamare un tecnico per verificare eventuali problemi.

Perché la caldaia non produce acqua calda?

Una possibile causa potrebbe essere un termostato mal regolato, una pressione dell’acqua troppo bassa o un malfunzionamento del sistema di accensione. Verifica anche che il circuito di riscaldamento sia correttamente configurato. Leggi come risolvere i problemi legati all’acqua e al caricamento.

Come posso aumentare la pressione dell’acqua nella caldaia?

La pressione dell’acqua nella caldaia deve essere controllata regolarmente. Se la pressione è troppo bassa, puoi aumentarla tramite la valvola di carico situata sotto la caldaia. Assicurati di farlo con cautela e di non superare la pressione massima consigliata.

Cosa fare se la caldaia perde acqua?

Se noti una perdita d’acqua, potrebbe esserci un guasto nella valvola di scarico o nel vaso di espansione. In questo caso, è meglio spegnere la caldaia e chiamare un tecnico per una verifica.

Quanto dura una caldaia?

La durata di una caldaia dipende dal modello, dall’uso e dalla manutenzione. In genere, una caldaia ben mantenuta può durare tra i 10 e i 15 anni.

Articolo aggiornato il 24/02/2025

L’efficienza della caldaia ha un impatto diretto su quella che è l’economia complessiva non solo dell’impianto ma anche dell’intero ambiente domestico.

Una caldaia performante può infatti garantire il corretto riscaldamento di tutte le zone che compongono l’abitazione, oltre a determinare un risparmio energetico superiore rispetto ad apparecchi con prestazioni meno elevate.

Il rendimento della caldaia rappresenta uno dei parametri più importanti da considerare, soprattutto nel caso in cui se ne voglia acquistare una nuova.

Ma cosa si intende con il termine “rendimento” riferito alla caldaia? In questo articolo osserveremo cosa significa e cosa rappresenta questo valore, spiegando come calcolarlo e perché una caldaia ad alto rendimento sia assolutamente preferibile ad una dal rendimento inferiore.

Come si misura il rendimento di una caldaia a Gas?

Il rendimento di una caldaia a gas si misura calcolando il rapporto tra l’energia utile generata e l’energia totale consumata, espresso in percentuale. Questo parametro influisce direttamente sull’efficienza energetica e sui costi operativi di un impianto di riscaldamento.

Rendimento della caldaia: cosa significa e come si calcola

Quando si parla di rendimento della caldaia bisogna operare una distinzione:

Rendimento di combustione

Misura la carburazione di un generatore di calore, e rappresenta un parametro fondamentale, visto che una buona carburazione è fondamentale per ottenere bassi consumi. Gli elementi da misurare sono 5: Tf (temperatura dei fumi), Ta (temperatura dell’aria comburente), O2 (ossigeno misurato), CO (monossido di carbonio) ed indice di fumosità.

Calcolo dell’efficienza basato sulla formula standard

La formula per calcolare il rendimento di combustione  è la seguente: Rendimento di combustione = 100 – (Tf – Ta) x A1/ (21 – O2) +B , dove A1 e B rappresentano le costanti dipendenti dal combustibile.

Nelle caldaie a condensazione bisognerà tener presente anche l’incremento di rendimento legato alla tecnologia a condensazione.

Rendimento termico

Altro non è che il rapporto tra la potenza termica utile e la potenza termica del focolare. In altri termini, il rendimento termico di una caldaia è determinato dal rapporto tra il calore che viene prodotto per generare la combustione ed il calore destinato al fluido termovettore. La restante parte di calore viene infine espulsa all’esterno mediante l’azione della caldaia, assumendo la forma di gas e fumi caldi.

La procedura per effettuare le prove di combustione e misurare il rendimento di impianti con potenza termica superiore a 4 kW è descritta dalla norma UNI 10389

Ovviamente, operare calcoli e formule in autonomia risulta complesso e poco pratico, e per avere un ‘idea del rendimento della propria caldaia bisognerà consultare il libretto delle istruzioni fornito dal produttore ed osservare l’etichetta con la classe energetica relativa all’impianto.

Una caldaia di classe A o superiore possiede un’efficienza elevata e può garantire alti standard qualitativi.

Misurazione delle perdite di calore nei fumi di scarico

Le caldaie a gas o a camera aperta generano calore bruciando combustibile, ma una parte di questa energia viene dispersa attraverso i fumi di scarico. Misurare le perdite di calore nei fumi consente di valutare l’efficienza dell’impianto e identificare eventuali sprechi energetici.

Come avviene la misurazione?

L’analisi delle perdite di calore nei fumi si basa su diversi parametri:

Temperatura dei fumi di scarico (Tf)

  • Una temperatura elevata indica una significativa dispersione di calore.
  • Le caldaie ad alta efficienza, come quelle a condensazione, abbassano questa temperatura recuperando calore dai gas di combustione.

Temperatura dell’aria comburente (Ta)

  • La differenza tra la temperatura dei fumi e quella dell’aria aspirata dalla caldaia influisce sulle perdite energetiche.
  • Un impianto ben regolato mantiene questa differenza il più contenuta possibile.

Concentrazione di ossigeno e anidride carbonica nei fumi

  • Un’elevata percentuale di ossigeno residuo indica un eccesso d’aria nella combustione, riducendo il rendimento.
  • Un buon equilibrio tra ossigeno (O₂) e anidride carbonica (CO₂) è segno di un processo di combustione efficiente.

Strumenti per la misurazione

I tecnici utilizzano i cosiddetti analizzatori di combustione, dei dispositivi in grado di rilevare temperatura, ossigeno, anidride carbonica e monossido di carbonio nei fumi di scarico. I valori ottenuti vengono confrontati con gli standard della normativa UNI 10389, che definisce i limiti accettabili di perdite di calore per garantire l’efficienza energetica.

Revisione e manutenzione della caldaia

Per avere una caldaia sempre ai massimi livelli prestazionali, ed anche per garantire la sicurezza dell’impianto, sarà necessario effettuare dei controlli periodici.

La revisione della caldaia deve essere eseguita almeno una volta all’anno da un tecnico abilitato, il quale potrà poi rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto, il cosiddetto bollino blu, in grado di accertarne la sicurezza ed il corretto funzionamento.

La verifica del rendimento di combustione andrà invece eseguito ogni due anni.

Per quanto riguarda la manutenzione, bisognerà affidarsi alle indicazioni presenti nel libretto di istruzioni. Le parti solitamente più soggette ad usura sono gli ugelli gas, i ventilatori, il vano di combustione, gli elettrodi, i pressostati e le guarnizioni.

La manutenzione della caldaia può essere svolta in autonomia, ma è preferibile affidarsi ad un tecnico anche in questo caso.

Grazie ad una manutenzione costante si potrà garantire lunga vita al proprio impianto, mantenendo prestazioni e consumi su buoni livelli.

Tipologie di rendimento a confronto

  • Rendimento di combustione

Definizione: efficienza della trasformazione del combustibile in calore.

Fattori che lo influenzano: temperatura fumi, contenuto di ossigeno, perdite di calore.

  • Rendimento termico

Definizione: rapporto tra calore prodotto e calore utile trasmesso al fluido termovettore.

Fattori che lo influenzano: tecnologia della caldaia, isolamento dell’impianto.

  • Rendimento globale

Definizione: efficienza complessiva considerando tutte le perdite.

Fattori che lo influenzano: qualità dell’installazione e manutenzione.

FAQ – Domande frequenti sul rendimento della caldaia

Qual è il rendimento ideale di una caldaia a gas?

Un buon rendimento supera il 90%, mentre le caldaie a condensazione possono raggiungere il 105% grazie al recupero del calore latente.

Come migliorare l’efficienza della caldaia?

  • Effettuare manutenzioni regolari
  • Isolare l’impianto per ridurre dispersioni
  • Impostare correttamente la temperatura dell’acqua
  • Sostituire vecchie caldaie con modelli a condensazione

Quali sono le normative di riferimento?

La principale normativa è la UNI 10389, che regola la misurazione del rendimento e la manutenzione degli impianti termici.

Come ridurre le perdite di calore nei fumi?

Articolo aggiornato il 24/02/2025

Quando il freddo bussa alla porta e l’unica cosa che desideriamo è un ambiente caldo e accogliente, la caldaia assume le sembianze di un eroe silenzioso che lavora instancabilmente per il nostro benessere. Eppure, nonostante sia così preziosa, la caldaia viene spesso ignorata e trascurata, fino a quando non decide di prendersi una pausa proprio nel cuore dell’inverno.

Il risultato? Docce gelide, termosifoni freddi ed un senso di disperazione che neanche una coperta di pile potrà placare. Per evitare questa piccola tragedia domestica, la parola d’ordine è una sola: manutenzione preventiva.

Perché la manutenzione preventiva delle caldaie è così importante?

Immagina la caldaia come un’auto: la usi ogni giorno, la dai per scontata, e poi… zac! Si ferma nel bel mezzo di una strada trafficata. Solo che, nel caso della caldaia, la “strada trafficata” è il cuore della tua casa, e senza di lei non c’è acqua calda né riscaldamento: la manutenzione preventiva delle caldaie serve proprio ad evitare scenari del genere.

La manutenzione preventiva della caldaia non deve essere eseguita solo per evitare i guasti (anche se già questo basterebbe), ma anche per:

  • Migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi e le bollette.
  • Allungare la vita dell’impianto, facendoti risparmiare sulla sostituzione.
  • Garantire la sicurezza, prevenendo il rischio di perdite di gas o monossido di carbonio.

Insomma, un po’ come andare dal dentista per un controllo prima che il mal di denti diventi un’emergenza.

Quando eseguire la manutenzione?

La risposta breve? Prima che arrivi il freddo. La risposta lunga? L’ideale sarebbe programmare la manutenzione almeno una volta all’anno, preferibilmente in autunno. In questo modo potrai scoprire eventuali problemi prima di accendere l’impianto per la stagione fredda.

Se la tua caldaia è nuova, potresti pensare: “Ma è ancora giovane, cosa vuoi che abbia?”. Eppure anche le caldaie più moderne possono avere bisogno di piccoli aggiustamenti per funzionare al meglio. Non sottovalutare mai questo aspetto.

Cosa comprende la manutenzione preventiva delle caldaie?

La manutenzione preventiva delle caldaie è un vero e proprio “check-up” completo che include:

  • Controllo visivo dell’impianto: per verificare che non ci siano perdite d’acqua o segni di corrosione.
  • Pulizia del bruciatore e dello scambiatore di calore: perché la polvere ed i residui ne riducono l’efficienza.
  • Verifica dei fumi: per assicurarsi che la combustione sia corretta ed assolutamente sicura.
  • Controllo della pressione dell’acqua: troppo alta o troppo bassa? Entrambe le situazioni possono creare problemi.
  • Test di accensione e spegnimento: per verificare il corretto funzionamento dei componenti elettronici.

Se tutto questo ti sembra complicato, non preoccuparti: ci penserà il tecnico. L’importante è non dimenticare di chiamarlo.

I segnali da non ignorare

Anche se fai manutenzione regolare, la caldaia potrebbe darti qualche segnale di disagio. Ecco i campanelli d’allarme:

  • Rumori strani: gorgoglii, colpi o fischi non sono mai buoni segni.
  • Acqua che non si scalda bene o non carica correttamente: o ci mette troppo tempo per farlo.
  • Pressione instabile: se il manometro sembra un’altalena, c’è qualcosa che non va.
  • Consumi più alti del solito: senza motivo apparente.

Se dovessi uno di questi segnali, meglio non aspettare il disastro: dovrai chiamare un professionista.

Il fai-da-te? Solo per le cose semplici

Ci sono alcune piccole cose che puoi controllare da solo, come:

  • Verificare che la pressione dell’acqua sia tra 1 e 2 bar.
  • Spurgare i termosifoni per eliminare eventuali bolle d’aria.
  • Assicurarti che il termostato funzioni correttamente.

Ma per tutto il resto, lascia perdere l’orgoglio da “tuttofare della domenica”. Le caldaie sono apparecchi complessi, ed un errore può costare caro.

La sicurezza prima di tutto

Oltre ai benefici economici, la manutenzione preventiva delle caldaie è fondamentale per la sicurezza. Un malfunzionamento può causare perdite di gas o monossido di carbonio, un gas inodore e incolore ma estremamente pericoloso. Per una tranquillità totale, installa un rilevatore di monossido di carbonio in casa. È un piccolo investimento che può salvarti la vita.

Un investimento che si ripaga da solo

Se pensi che la manutenzione sia una spesa inutile, prova a confrontarla con il costo di una riparazione d’urgenza in pieno inverno. O, peggio ancora, con il costo di una nuova caldaia.
Una caldaia ben tenuta consuma meno, dura di più e ti fa risparmiare su bollette e riparazioni. È un po’ come fare esercizio fisico: richiede impegno, ma i benefici a lungo termine sono innegabili.

La manutenzione preventiva delle caldaie non rappresenta una mera formalità, e neanche un obbligo di legge (anche se è davvero obbligatoria). Perché è un gesto di cura per la tua casa e per la tua famiglia. E, diciamocelo, nessuno vuole ritrovarsi a fare la doccia fredda a gennaio.

Quindi, prima che l’inverno bussi alla porta, prendi il telefono e fissa un appuntamento per la manutenzione: sarà il miglior investimento per una stagione calda e senza sorprese.

La scelta della caldaia ideale per la propria abitazione a Roma non è un’operazione da sottovalutare. Considerando le specificità climatiche della città, le normative locali e le esigenze individuali di comfort e risparmio energetico, è fondamentale adottare un approccio che sia il più possibile consapevole e ben informato. Questo articolo ti guiderà attraverso i principali criteri da considerare per una scelta ottimale.

Quanti tipi di caldaie esistono?

La prima decisione da affrontare riguarda il tipo di caldaia da installare. Le opzioni più diffuse prevedono:

  • Caldaie a gas – Le caldaie a gas rappresentano una scelta molto comune grazie alla loro efficienza e convenienza. Utilizzano gas metano o GPL e garantiscono un riscaldamento rapido e omogeneo. Sono una buona scelta per abitazioni di diverse dimensioni e facilmente integrabili con impianti preesistenti.
  • Caldaie elettriche – Queste caldaie sfruttano l’energia elettrica per riscaldare l’acqua. Sono perfette per chi non ha accesso al gas e per chi preferisce soluzioni più semplici da installare. Bisogna sottolineare che i costi operativi possono risultare più elevati, specialmente in assenza di fonti di energia rinnovabile.
  • Caldaie a biomassa o a pellet – Una scelta green, sostenibile, per chi desidera ridurre l’impatto ambientale. Utilizzano materiali organici come combustibile e possono garantire buoni livelli di efficienza, sebbene richiedano spazi adeguati per lo stoccaggio del pellet.

Come scegliere la dimensioni della caldaia

Determinare la potenza necessaria è un aspetto molto importante per assicurare un riscaldamento che sia al contempo efficace e senza sprechi energetici e ci sono vari aspetti da considerare come:

  • Le dimensioni dell’abitazione – Case più grandi richiedono caldaie più potenti per garantire un riscaldamento uniforme. Valuta attentamente la metratura complessiva ed il numero di stanze
  • L’isolamento termico – Un’abitazione ben isolata richiede meno energia per mantenere una temperatura confortevole. Se la casa presenta infissi di nuova generazione e condizioni particolari, come il cappotto termico, potresti optare per una caldaia di potenza inferiore.
  • Il carico termico – Un parametro che, calcolato da un tecnico specializzato, determina il fabbisogno energetico complessivo, e che tiene conto di aspetti quali clima locale, esposizione solare ed abitudini familiari.
  • L’efficienza energetica

Optare per una caldaia ad alta efficienza significa ridurre i consumi e l’impatto ambientale. Vediamo, pertanto, le soluzioni più adeguate per centrare questo obiettivo:

  • Caldaie a condensazione – Sono tra le più efficienti sul mercato, poiché recuperano il calore dei fumi di scarico per riscaldare l’acqua, riducendo il consumo di gas.
  • Caldaie a basso NOx – Ideali in città come Roma, dove le normative sulle emissioni sono stringenti. Limitano la produzione di ossidi di azoto, e contribuiscono ad una migliore qualità dell’aria.
  • Etichetta energetica – Controlla la classe energetica della caldaia: un modello di classe A o superiore garantisce un’efficienza ottimale.

Quanto costa una caldaia?

Il prezzo di una caldaia non dipende solo dal costo iniziale, ma anche da quello di installazione e manutenzione. Vediamo quali sono i parametri da considerare.

Il costo iniziale delle caldaie a gas è generalmente più basso rispetto a al costo di quelle a biomassa o quelle elettriche, anche se dovrai valutare i costi operativi nel lungo periodo.

I costi di installazione invece possono variare in base alla complessità dell’impianto. Richiedi diversi preventivi, che siano il più dettagliati possibile per evitare sorprese.

Per quanto riguarda invece la manutenzione, questa dovrà essere regolare poiché è fondamentale per garantire efficienza e sicurezza. Considera anche i costi degli eventuali ricambi.

Quanto dura una caldaia

Scegliere una caldaia di un marchio affidabile, con una buona rete di assistenza a Roma, è un investimento per il futuro.

Verifica la durata e le condizioni della garanzia, alcuni produttori offrono estensioni fino a 10 anni.

Opta per brand noti per la qualità dei materiali e l’efficienza del servizio post-vendita. Da Casamia Caldaie troverai brand di assoluta qualità, come Ariston, Baxi, Beretta, Daikin, Ferroli, Immergas, Junkers Bosch, Riello, Rinnai e Vaillant

Normative locali e consulenza professionale

Roma ha regolamenti specifici riguardo all’installazione di impianti termici. Rivolgersi a un professionista qualificato consente di:

La scelta della caldaia giusta per la tua casa a Roma richiede un’analisi attenta di vari fattori: tipologia, dimensioni, efficienza energetica, costi e normative locali. Affidarsi a esperti del settore, come Casamia Caldaie, significa poter contare su una consulenza professionale e su soluzioni su misura per ogni esigenza.

Il Conto Termico 2.0 ha registrato, al 1° Aprile circa 18.000 domande, per un totale di 85,7 milioni di Euro.

Questi dati evidenziano che il nuovo Conto Termico 2.0 è stato semplificato, velocizzato e molto redditizio per i clienti finali.

Gli interventi incentivati per le imprese e privati sono:

  • Installazione di impianti solari termici
  • Sostituzione e rottamazione di impianti esistenti con:
  1. Pompe di calore, sia aria /aria che aria acqua;
  2. Generatori a biomassa, stufe e caldaie a pellet;
  3. Sistemi di riscaldamento ibridi in pompe di calore;
  4. Scaldabagni in pompa di calore;

L’incentivo del Conto Termico 2.0 puo’ coprire fino al 65% del costo dell’intero intervento.

Casamia Caldaie Roma attraverso una squadra di professionisti si occuperà di gestire tali pratiche, togliendone l’incombenza all’utente finale.

Il servizio riguarderà le seguenti categorie:

  • Installazione di PANNELLI SOLARI TERMICI = Incentivo fino a 320 €/mq di collettori installati
  • Sostituzione di SCALDABAGNI ELETTRICI con SCALDABAGNI in POMPA di CALORE = Incentivo fino a 700€ ad intervento
  • Sostituzione di GENERATORI DI CALORE VARI con CLIMATIZZAZIONE IN POMPA DI CALORE A TECNOLOGIA INVERTER = Incentivo fino al 65% del costo intervento
  • Sostituzione di GENERATORI DI CALORE VARI con POMPE DI CALORE ARIA ACQUA = Incentivo fino al 65% del costo intervento

Vi comunichiamo che gli incentivi fino ad €5.000 vengono gestiti in un’unica soluzione, erogata entro 90 giorni dall’approvazione del Gse.

Per alcune situazioni che dovranno essere valutate caso per caso, come da recente indicazione del GSE , chi realizzerà l’intervento avrà la possibilità di richiedere direttamente l’incentivo oppure indicare un soggetto terzo.

Il lavaggio chimico della caldaia è un intervento di manutenzione straordinaria che serve a rimuovere incrostazioni, calcare e sporcizia che si accumulano nel circuito idraulico.

Questi depositi possono causare diversi problemi e compromettere il regolare funzionamento della caldaia, provocando:

  • Riduzione dell’efficienza energetica: la caldaia deve lavorare di più per scaldare l’acqua, con conseguente aumento dei consumi di gas o metano.
  • Aumento del rumore: il calcare può ostruire i tubi e creare turbolenze che generano rumore durante il funzionamento della caldaia.
  • Malfunzionamenti: le incrostazioni possono bloccare i componenti della caldaia, causando malfunzionamenti e rotture.
  • Rischio di perdite: il calcare può corrodere i tubi e causare perdite d’acqua.

Il lavaggio chimico serve dunque a preservare efficienza e corretto funzionamento della caldaia, rappresentando una soluzione importantissima per prolungare la longevità del sistema.

Come funziona il lavaggio chimico della caldaia?

Tra le diverse metodologie di pulizia, il lavaggio chimico rappresenta un intervento di manutenzione straordinaria particolarmente efficace per rimuovere incrostazioni calcaree e altri residui che si accumulano nel circuito idraulico della caldaia.

Questo tipo di intervento solitamente prevede quanto segue:

Ispezione preliminare

Il tecnico inizia con un’ispezione della caldaia e dell’impianto per valutare lo stato di usura e la presenza di eventuali criticità. In questa fase, il professionista potrebbe richiedere informazioni all’utente sulle abitudini di utilizzo e sulla manutenzione ordinaria della caldaia.

Predisposizione dell’impianto

Vengono installati degli appositi raccordi e tubi di bypass per collegare la caldaia ad una pompa specifica per il lavaggio chimico. La pompa consente di far circolare il prodotto chimico all’interno dell’impianto in modo sicuro e controllato.

Iniezione del prodotto chimico

Il tecnico immette nella pompa il prodotto chimico disincrostante, dosandolo in base alle dimensioni dell’impianto ed alla gravità delle incrostazioni. Il prodotto, a base di agenti chimici specifici, è in grado di sciogliere il calcare e le impurità senza danneggiare i componenti metallici della caldaia.

Circolazione del prodotto

La pompa viene avviata ed il prodotto chimico inizia a circolare all’interno dell’impianto per un periodo di tempo variabile, in genere dalle 2 alle 4 ore. Durante questa fase, il tecnico monitora la temperatura e la pressione del circuito per assicurare il corretto svolgimento del processo.

Risciacquo e neutralizzazione

Al termine del ciclo di lavaggio, la pompa viene utilizzata per risciacquare l’impianto con dell’acqua pulita per rimuovere i residui del prodotto chimico. Successivamente, si introduce un prodotto neutralizzante per azzerare l’acidità del prodotto disincrostante e proteggere i componenti metallici dalla corrosione.

Rimozione dei raccordi e verifica finale

Vengono rimossi i raccordi ed i tubi di bypass utilizzati per il lavaggio chimico, la caldaia viene riavviata ed il tecnico verifica il corretto funzionamento e l’assenza di perdite.

Quanto costa il lavaggio chimico della caldaia?

I costi per un intervento di lavaggio chimico della caldaia variano a seconda di diversi fattori, tra cui:

  • Tipo di caldaia: le caldaie murali a gas sono generalmente più economiche da pulire rispetto alle caldaie a basamento o a pellet.
  • Potenza della caldaia: le caldaie più potenti hanno un circuito idraulico più grande, quindi il lavaggio richiede più tempo ed un maggior impiego di prodotti chimici.
  • Dimensione dell’impianto di riscaldamento: anche in questo caso, gli impianti con molti radiatori richiederanno più tempo e più prodotti chimici per essere trattati.
  • Tariffa del tecnico: i prezzi sono variabili e possono dipendere dall’esperienza del tecnico, dalla posizione geografica e dalle politiche delle varie aziende.

Generalmente, l’importo medio di un lavaggio chimico della caldaia è compreso tra 200 e 500 euro.

Quando effettuare il lavaggio chimico della caldaia?

Il lavaggio chimico della caldaia dovrebbe essere eseguito ogni 2-4 anni, a seconda della durezza dell’acqua e dell’utilizzo della caldaia.

Se la vostra acqua domestica dovesse presentare una spiccata durezza, risultando molto calcarea, potrebbe essere necessario realizzare il lavaggio più frequentemente.

Per effettuare un corretto lavaggio chimico della caldaia sarà necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato e certificato, il quale conoscerà tutti i passaggi, utilizzerà dei prodotti chimici specifici e seguirà le procedure di sicurezza corrette.

Alcune offerte speciali possono includere il lavaggio chimico della caldaia insieme ad altri interventi di manutenzione, come ad esempio la revisione annuale o la sostituzione del bruciatore.

Ecco alcuni consigli per risparmiare sul lavaggio chimico della caldaia:

  • Confrontate i preventivi di diversi tecnici.
  • Approfittate di eventuali offerte speciali o promozioni.
  • Commissionate il lavaggio chimico in bassa stagione, quando i prezzi sono più bassi.

Un regolare lavaggio chimico della caldaia aiuta a mantenerla efficiente e sicura, evitando riparazioni e sostituzioni costose

Il Conto Termico è un programma di incentivazione introdotto dal Decreto MISE 16/02/2016, mirato a promuovere interventi di piccole dimensioni per migliorare l’efficienza energetica ed incoraggiare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Questo programma è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A.), una società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Ecco cosa afferma l’articolo 1 del Decreto:

“Il presente decreto aggiorna la disciplina per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili secondo principi di semplificazione, efficacia, diversificazione e innovazione tecnologica nonché di coerenza con gli obiettivi di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione”.

Il Decreto stabilisce chi può richiedere gli incentivi del Conto Termico e le modalità di accesso agli stessi: tra i soggetti ammessi ci sono le Amministrazioni Pubbliche ed i Soggetti privati, purché soddisfino determinate condizioni, come il possesso del diritto di proprietà dell’edificio e la disponibilità dell’edificio stesso.

Il soggetto responsabile è colui che ha sostenuto direttamente le spese per gli interventi e richiede gli incentivi al GSE, assumendo la responsabilità dell’intervento.

Un aspetto importante del Conto Termico è la possibilità per i soggetti ammessi di avvalersi delle Energy Service Company (ESCo) per la gestione degli interventi.

Le ESCo sono società che eseguono interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento.

Per quanto riguarda le modalità di accesso agli incentivi, il Decreto individua due possibilità, l’accesso diretto e la prenotazione.

L’accesso diretto prevede che il soggetto responsabile trasmetta al GSE l’istanza di concessione degli incentivi, mentre la prenotazione è disponibile per le Amministrazioni Pubbliche e le ESCo operanti per conto di esse.

Gli incentivi del Conto Termico vengono erogati in base a specifiche percentuali rispetto alla spesa sostenuta per gli interventi.

Queste percentuali variano a seconda del tipo di intervento e delle tecnologie adottate, con una gamma che va dal 40% al 65%: ad esempio, l’installazione di pompe di calore può beneficiare di un incentivo fino al 65% della spesa.

Gli interventi ammissibili al Conto Termico sono suddivisi in categorie:

  • 1A coibentazione
  • 1B infissi
  • 1C caldaie a condensazione
  • 1D sistemi di schermatura
  • 1E edifici ad energia quasi a zero
  • 1F sistemi efficienti di illuminazione
  • 1G building automation
  • 2A pompe di calore
  • 2B caldaie e stufe a biomasse
  • 2C solare termico
  • 2D scalda acqua a pompa di calore
  • 2E impianti ibridi a pompa di calore.

Gli interventi riguardanti i privati sono quelli della categoria 2.

Sia gli interventi di efficienza energetica che quelli di produzione di energia termica da fonti rinnovabili possono usufruire degli incentivi previsti dal programma.

Infine, per quanto riguarda la tempistica, gli incentivi possono essere erogati in diverse modalità, tra cui un’unica soluzione o tramite rate mensili.

Gli importi fino a € 5.000 vengono erogati in un’unica soluzione, mentre quelli superiori possono essere rateizzati secondo quanto indicato nel Decreto.

In conclusione, il Conto Termico rappresenta un importante strumento di incentivazione per promuovere interventi di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo così alla riduzione dei consumi energetici e all’adozione di tecnologie sostenibili.

Ecco un utile riepilogo:

A chi è rivolto?

Il Conto Termico è rivolto a:

  • Privati cittadini: proprietari di edifici residenziali.
  • Imprese: titolari di attività commerciali o industriali.
  • Pubbliche Amministrazioni: enti locali, scuole, ospedali, ecc.

Quali interventi sono incentivati?

Vediamo gli interventi incentivati dal Conto Termico.

Interventi di efficienza energetica:

  • Isolamento termico dell’involucro edilizio (cappotto termico, infissi, ecc.).
  • Sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione o pompe di calore.
  • Installazione di sistemi di schermatura solare (tende da sole, persiane, ecc.).

Interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili:

Come funziona il conto termico?

Il Conto Termico funziona a sportello: le domande di accesso agli incentivi possono essere presentate in determinati periodi dell’anno e le domande sono valutate in base all’ordine di presentazione ed alla priorità degli interventi.

In caso di approvazione della domanda, il beneficiario riceve un contributo in denaro. Il contributo è erogato in due tranche:

  • Un anticipo del 50% all’avvio dei lavori.
  • Il saldo del 50% a fine lavori, previa verifica della loro conformità ai requisiti previsti.

Quali sono i vantaggi del Conto Termico?

Il Conto Termico offre i seguenti vantaggi:

  • Riduzione dei consumi energetici e delle bollette.
  • Aumento del valore dell’immobile.
  • Contribuzione alla tutela dell’ambiente.
  • Accesso a finanziamenti agevolati.

Per maggiori informazioni sull’incentivo del Conto Termico e su come accedervi, vi consigliamo di visitare il sito web del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) all’indirizzo : https://www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/conto-termico. 

Qui troverete una panoramica dettagliata del programma, i requisiti per poterne beneficiare e le istruzioni su come procedere con la richiesta.

Se preferite parlare direttamente con un operatore per ottenere assistenza o chiarimenti, potete contattare il numero verde del GSE al 800 90 96 96. Un esperto sarà lieto di rispondere alle vostre domande e fornirvi tutte le informazioni di cui avete bisogno riguardo al Conto Termico.

Inoltre, è possibile trovare ulteriori informazioni utili presso i Centri di Assistenza Energetica (CAE), che offrono consulenza specializzata sull’efficienza energetica e sulle misure di risparmio energetico disponibili. Potete contattare il CAE più vicino a voi per ricevere supporto personalizzato e assistenza nella compilazione della documentazione necessaria per accedere all’incentivo.

Altro punto di riferimento sono le associazioni di categoria e i professionisti qualificati nel settore dell’efficienza energetica. Questi enti e professionisti possono fornire consulenza professionale e supporto tecnico per valutare le vostre esigenze specifiche e identificare le soluzioni migliori per migliorare l’efficienza energetica della vostra abitazione o del vostro edificio.



La pompa di calore è un sistema che trasferisce il calore da un ambiente a un altro: la sua funzione principale è quella di prelevare il calore da una sorgente a bassa temperatura e rilasciarlo in un ambiente a temperatura più elevata.

Questo processo può avvenire in entrambe le direzioni, consentendo alla pompa di calore di essere utilizzata sia per il riscaldamento che per il raffreddamento.

In questo articolo ne osserveremo in funzionamento, osservandone gli aspetti più interessanti.

Come funziona una pompa di calore?

Vediamo i processi principali che costituiscono il funzionamento della pompa di calore:

  • Evaporazione: la pompa di calore preleva il calore dalla sorgente a bassa temperatura (ad esempio, l’aria esterna, il suolo o l’acqua) attraverso un refrigerante. Questo refrigerante evapora a bassa pressione e assorbe il calore dall’ambiente circostante.
  • Compressione: il vapore del refrigerante viene quindi compresso, aumentando la sua temperatura e pressione. Questo processo richiede energia, solitamente fornita da un compressore.
  • Condensazione: il refrigerante a temperatura e pressione elevate rilascia il calore all’ambiente di destinazione (ad esempio, all’interno di un edificio) attraverso una bobina di condensazione. Il refrigerante si condensa, cedendo il calore all’ambiente.
  • Espansione: il refrigerante, ora sotto forma di liquido ad alta pressione, passa attraverso una valvola di espansione che riduce la pressione, preparandolo per il processo successivo di evaporazione.
  • Ripetizione: il ciclo si ripete continuamente, consentendo alla pompa di calore di mantenere l’ambiente interno a una temperatura desiderata.

Le pompe di calore sono efficienti dal punto di vista energetico perché sfruttano il calore già presente nell’ambiente esterno (o in un’altra sorgente) anziché generarlo completamente e possono essere utilizzate per il riscaldamento domestico, il raffreddamento degli edifici, la produzione di acqua calda sanitaria ed in alcune applicazioni industriali.

Differenza tra monoblocco e split

Le pompe di calore monoblocco e le pompe di calore split sono due tipi di sistemi che condividono il principio di base di trasferire il calore da un ambiente all’altro, ma differiscono nella loro configurazione e installazione.

Ecco le principali differenze tra le due tipologie.

Configurazione:

  • Pompa di calore monoblocco: in un sistema monoblocco, tutte le componenti principali, come il compressore, l’evaporatore ed il condensatore, sono contenute in un singolo blocco o unità, solitamente installato all’esterno dell’edificio.
  • Pompa di calore split o condizionatore: al contrario, in un sistema split, le componenti principali sono divise tra un’unità interna e un’unità esterna. L’unità interna può essere installata all’interno dell’edificio, spesso a parete o a soffitto, mentre l’unità esterna contiene il compressore ed il condensatore.

Installazione:

  • Pompa di calore monoblocco: l’installazione di un sistema monoblocco è generalmente più semplice poiché richiede solo la posa di un’unità esterna e non sono pertanto necessarie connessioni complesse tra unità interne ed esterne.
  • Pompa di calore split: richiede una maggiore complessità nell’installazione poiché implica la connessione tra l’unità interna e quella esterna attraverso tubi refrigeranti e elettrici. Questo aspetto può rendere più complessa l’installazione, ma offre anche maggiore flessibilità nella disposizione dell’unità interna.

Estetica:

  • Pompa di calore monoblocco: l’unità esterna monoblocco è visibile all’esterno dell’edificio, il che potrebbe influire sull’aspetto estetico.
  • Pompa di calore split: in queso caso l’unità interna può essere posizionata in modo più discreto all’interno dell’edificio, riducendo l’impatto visivo sull’esterno.

Flessibilità:

  • Pompa di calore monoblocco: meno flessibile in termini di posizionamento, poiché l’unità esterna è collocata in un’unica posizione.
  • Pompa di calore split: offre maggiore flessibilità nell’installazione dell’unità interna, che può essere collocata in varie stanze o posizioni.

La scelta tra una pompa di calore monoblocco e una split dipenderà dalle esigenze specifiche di installazione, estetiche e pratiche di ciascun caso, visto che entrambi gli impianti possiedono sia vantaggi che svantaggi.

La pompa di calore fa risparmiare?

In generale, le pompe di calore possono contribuire al risparmio energetico ed alla riduzione dei costi di riscaldamento o raffreddamento, specialmente rispetto a sistemi tradizionali come le caldaie a gasolio o gli impianti di riscaldamento e raffreddamento basati su resistenze elettriche.

Tuttavia, l’effettivo risparmio dipende da vari fattori, tra cui il tipo di pompa di calore, le condizioni climatiche locali, l’efficienza del sistema e l’isolamento termico dell’edificio.



Il cronotermostato della caldaia è un dispositivo progettato per controllare il funzionamento del sistema di riscaldamento in modo automatico, permettendo di programmare orari specifici per attivare o disattivare la caldaia.

Grazie a questo strumento è possibile sia ottimizzare il consumo di energia che mantenere una temperatura confortevole negli ambienti domestici.

In questo articolo conosceremo le caratteristiche del cronotermostato della caldaia, osservandone il funzionamento ed i pregi.

Come funziona il cronotermostato della caldaia?

Il cronotermostato è generalmente composto da un regolatore di temperatura, da una funzione orologio, da una funzione manuale e da un sensore interno capace di rilevare la temperature.

Vediamo in dettaglio di cosa si occupa:

  1. Regolazione della temperatura: consente di impostare la temperatura desiderata per la casa. Potrete scegliere la temperatura desiderata per i diversi momenti della giornata, come il mattino, il pomeriggio, la sera e la notte.
  2. Programmazione degli orari: la funzione principale del cronotermostato è la possibilità di programmare gli orari di accensione e di spegnimento della caldaia. Avrete la possibilità di definire diversi programmi settimanali, in modo che la caldaia si attivi automaticamente in determinati momenti della giornata e si spenga quando non è necessaria.
  3. Modalità manuale: oltre alla programmazione, il cronotermostato di solito offre la possibilità di regolare manualmente la temperatura o di attivare una modalità “manuale” per controllare direttamente il funzionamento della caldaia senza seguire il programma preimpostato.
  4. Sensori di temperatura: molti cronotermostati sono dotati di sensori di temperatura integrati o possono essere collegati a sensori esterni. Questi sensori consentono al sistema di regolare la temperatura in base alle condizioni effettive della stanza, garantendo un maggiore comfort ed un utilizzo più efficiente dell’energia.
  5. Funzioni aggiuntive: alcuni cronotermostati avanzati offrono funzioni aggiuntive, come la possibilità di controllare il riscaldamento da remoto tramite smartphone o tablet, l’integrazione con sistemi di automazione domestica o la visualizzazione dei consumi energetici.

Dove posizionare il cronotermostato?

Il cronotermostato gestisce l’accensione e lo spegnimento della caldaia quando la temperatura desiderata viene raggiunta nell’ambiente in cui è installato, per cui, affinché sia efficace, è consigliabile posizionarlo nell’ambiente più freddo della casa, garantendo che una volta raggiunta la temperatura desiderata in questo ambiente, gli altri seguiranno automaticamente. Ricordate di evitare di installarlo in cucina o vicino a fonti di calore.

Come installare e configurare il cronotermostato?

L’installazione e la configurazione specifiche possono variare a seconda del modello del cronotermostato e del tipo di caldaia presente nell’abitazione, per questo si consiglia di consultare il manuale utente  del vostro specifico cronotermostato e, se necessario, richiedere l’assistenza di un professionista per l’installazione e la configurazione corrette.

Quale dovrebbe essere la temperatura ideale in una casa?

Durante il giorno, la temperatura ottimale varia tra i 20 e i 22 gradi Celsius.

Di notte, se si desidera mantenere il sistema di riscaldamento spento, è consigliato impostare la temperatura notturna a 5 gradi Celsius, in modo che la caldaia si attivi solo se la temperatura scende al di sotto di questo valore.

Se si preferisce mantenere il riscaldamento attivo durante la notte, la temperatura notturna dovrebbe essere impostata tra i 17 e i 18 gradi Celsius.

Differenza tra termostato e cronotermostato

Il termostato regola solo la temperatura desiderata senza offrire la possibilità di impostare livelli di temperatura diversi per il giorno e la notte, né di programmare gli orari di funzionamento. Nonostante il costo inferiore, non è conforme alla normativa vigente.

Quanti tipi di cronotermostato esistono?

Sul mercato sono disponibili diversi tipi di cronotermostati, alimentati a batteria o elettricamente, con programmazione giornaliera o settimanale, analogici o digitali, da esterno o da incasso, senza fili (wifi) e touch screen intelligente.

La scelta dipende dalle preferenze dell’utente, ma è consigliabile optare per un modello facile da programmare e duraturo nel tempo.

Normativa vigente

Secondo il DPR 412/93, modificato ed integrato dai decreti legislativi successivi come il Decreto Legislativo 192/05, il Decreto Legislativo 311/06 e il DPR 59/09, è obbligatorio installare un cronotermostato che consenta la regolazione della temperatura su due livelli. Pertanto, è necessario dotarsi di un cronotermostato in conformità con la normativa vigente nella propria abitazione.



× Ciao, come possiamo aiutarti?